Qualche mese fa ho trascorso alcuni giorni a Roma.

Chi mi ha accompagnato a visitare i quartieri romani tra negozi di vintage e mobili danesi e chi mi ha aperto le porte di casa sua?

Lack00, il quale chiamerò semplicemente con il suo nome Claudio. Oggi entriamo nel suo mondo.

Lui vende online mobili danesi anni ’50 originali e restaurati e la sua passione per il mondo danese e nordico si vede in ogni angolo di casa sua, che mi ha aperto per una piacevole chiacchierata.

La prima cosa che noto è il parquet che corre lungo tutta la superficie di casa ricoprendola, lasciando spazio ad una ceramica con piccoli fiori blu soltanto in bagno. Cammino per la casa scattando foto e chiacchierando con lui rigorosamente senza scarpe, che ho lasciato all’ingresso, da lui si usa così…

Proprio la ricerca del parquet a listoni lunghi e di un colore caldo e accogliente ha dato inizio a quello che poi sarebbe stata l’avventura di “Lack00 danish lab”, ma questa è un’altra storia che forse vi racconterò più avanti.

Accogliente non è solo il parquet ma l’intera casa che fa trasparire la passione per quello stile di vita e di felicità danese che Claudio ama tanto e sente suoi.

Anzi, appena accenno a quanto si parli, troppo e ovunque, di Hygge, ride e dice:

scusa se rido, ma ogni volta che sento usare questo termine soprattutto sui social italiani non riesco a non farlo! Poi, tanto ormai, tutti hanno “quel libro” e anche io l’ho regalato a nonna Lack prima di portarla per la prima volta in Danimarca l’estate scorsa… ma la verità è che i danesi  non usano questo termine, lo vivono ma non ne parlano, e quel paio di volte che l’ho usato io con loro si sono guardati e mi hanno preso in giro.”

Continuo a scattare foto e a girare per casa mentre Claudio continua a parlarmi dei suoi viaggi a Copenaghen dove torna periodicamente per lavoro ma soprattutto perché dice, non riesce a stare lontano da quella città.

Mi parla delle persone che ha conosciuto e delle case che ha visitato che rispecchiano la sua idea di casa e non sono come le vediamo dalle immagini che sfogliamo tutti i giorni sui nostri amati/odiati social:

da poco ho scoperto anche l’altro termine quello svedese (Lagom) e te posso di’ (in slang romano) ebbasta co’ sta storia delle candele e delle tavole ben apparecchiate? ma soprattutto basta co’ ste foto in bianco e nero tutte pulite e precise? ohhh mo’ l’ho detto…” 

 e se la ride…

La casa di Claudio è luminosa, arredata con pochi pezzi ma scelti con attenzione, colorata.

Forse “piacevolmente incasinata”? Si, perché lui intende proprio questo nel piacere di stare bene in casa propria, sempre riassociandolo allo stile danese:

le case dei miei amici danesi quasi sempre sono molto colorate ma soprattutto molto (ben) incasinate (e io ogni volta mi chiedo quanto sia voluto o no…) con quei piccoli tocchi di arredi ironici e geniali fuori posto ma comunque funzionali”.

e racconta:

una volta ero a casa di amici danesi, eravamo in cucina, parlavamo del tema hygge e ridendo uno di loro indicando un filo a terra scoperto mi disse -guarda quello è sicuramente molto hygge…”

Al “piacevole disordine” contribuiscono coloro che Claudio chiama Lack01 e Lack02, i suoi bambini, la prima appassionata di lana e maglia, il secondo di Lego e costruzioni (più o meno del babbo? devo ancora capirlo…) che colorano ancora di più le stanze con bambole di pezza fatte in maglia e piccoli pezzi di mattoncini colorati.

Dopo aver respirato questo piacevole mondo mi rimetto le scarpe lasciate all’ingresso che mi riportano troppo presto fuori da casa Lack00.

Ma le vie e i negozi di Roma mi aspettano.

credits  Ph Serena Barison, 2018

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